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Rispondiamo al sindaco Appendino sul Proibizionismo

“Di fronte a una piaga di questa portata – ha detto per esempio la sindaca di Torino, Chiara Appendino – stupisce che quando un sindaco affronta la questione si parli di proibizionismo e si dica che poiché il gioco online non è controllabile, tanto vale non fare nulla”

Questa la dichiarazione della sindaca di Torino sull’applicazione delle misure restrittive contro i punti di gioco nella sua regione.
Alla sindaca rispondiamo che sono migliaia le attività che chiuderanno e che hanno già chiuso sia nella sua regione che nel resto d’Italia, per colpa di misure inutili, miopi e dettate esclusivamente al fine di ricevere consensi, al contrario di quello che si racconta.
Se si possedesse onestà intellettuale si chiamerebbero queste misure con il loro nome, ovvero proibizionismo a tutti gli effetti. L’offerta di gioco legale e autorizzato, a causa delle continui attacchi al settore si sta riducendo, ma a questa diminuzione non corrisponde un calo della domanda di gioco. Questo significa, cara sindaca, che proprio il da lei citato gioco online sta già monopolizzando il mercato e questo processo lo state accellerado voi, distruggendo giorno dopo giorno, ordinanza dopo ordinanza, il comparto.
Nascondersi, come sta facendo lei anche in questa ultima dichiarazione, dietro la battaglia alla piaga della ludopatia, è una pratica scorretta perché non tiene  volutamente conto degli effetti deleteri che un totale passaggio all’online può causare.

Un gioco totalmente incontrollato, alienato, non tutelato, al di fuori del circuito autorizzato e tassato, dove non ci sono regole, un nuovo far west.
Questo è il sistema che state costruendo con le vostre mani e che volete lasciare al paese.