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Tutta l’ipocrisia del Governo sul gioco

È lampante ormai come l’azione politica dei 5 stelle sia dannosa non solo per il settore gioco di stato ma per tutti quei settori oggetto della loro propaganda caratterizzata per lo più da assunti pseudo-ideologici.

Come sappiamo tra i punti chiave del programma di governo vi è una vera e propria guerra mediatica e legislativa all’intero comparto del gioco di stato, mascherata da lotta alla ludopatia di pubblico interesse. Un’iniziativa politica che, a colpi di slogan populistici dati distorti e allarmismi contraffatti, ha attirato facili consensi durante la campagna elettorale plasmando l’opinione pubblica.

In effetti nessuno può essere contrario di fronte agli annunci propagandistici che promettono di tutelare le famiglie “dall’emergenza del gioco d’azzardo”. La realtà è ben diversa e purtroppo è visibile solo a una ristretta minoranza del paese, ai lavoratori del settore del gioco pubblico o a chi per interessi politici o di studio ha potuto osservare con più attenzione le attività del settore.

L’azione dell’attuale governo sta demolendo un importante asset economico del nostro paese, faticosamente costruito nel tempo e ritenuto un modello di sviluppo da parte degli altri paesi comunitari per via della capacità di creare occupazione e una notevole quantità di entrate erariali. E soprattutto la costruzione della filiera del gioco di stato ha permesso di mettere in sicurezza numerose zone grigie presenti sul territorio nazionale che fino a una quindicina di anni fa erano deregolamentate o non regolate affatto e in mano alla criminalità organizzata, facendo emergere un’importante economia sommersa e creando nuove opportunità occupazionali.

L’attuale politica del governo è focalizzata su misure che hanno l’unico effetto di strangolare le piccole e medie imprese, calpestare i diritti dei lavoratori del settore e aumentare i rischi di ricaduta nell’illegalità.

Il tutto, lo vogliamo sottolineare, senza in alcun modo perseguire realmente gli obiettivi fortemente sostenuti durante la campagna elettorale, come disincentivare l’accesso al gioco d’azzardo e combattere la ludopatia, visto che lo stesso governo ha messo a bilancio maggiori entrate provenienti dalla raccolta erariale delle attività legate al gioco di stato.

Con una mano si raccolgono i voti con gli slogan, mentre con l’altra si sfrutta il settore per finanziare discutibili provvedimenti e manovre.

È ormai chiaro che questo sistema punti proprio sul fatto che gli italiani continuino a giocare, possibilmente anche più di prima.

È l’ipocrisia nella sua massima espressione.